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In merito alle parole di Capitan Maniero e altri commenti

01/02/26

Alla luce di quanto ascoltato e letto sui social siamo costretti a intervenire nel merito della questione per esprimere una volta ancora la nostra posizione come Brigata Bundi Novara.
L’obiettivo della Brigata è di ricreare un movimento di tifo sano e appassionato intorno all’hockey pista che ha consacrato la città di Novara a imperitura memoria di questo sport.
In seguito alla bella vittoria dell’Azzurra Hockey Novara al Pala Somaschini di Seregno contro il Teamservicecar Hockey Monza - che la Brigata Bundi ha seguito unita ad altri 40 appassionati in un locale novarese per creare un gruppo e il senso di appartenenza e per sostenere la squadra anche in trasferta - abbiamo ascoltato l’intervista a Capitan Giorgio Maniero il quale, vantandosi giustamente del prestigioso risultato, alla fine scherniva e provocatoriamente provava a zittire la tifoseria novarese più critica. Successivamente abbiamo assistito a frasi provocatorie e denigratorie su Facebook sempre verso la tifoseria novarese da persone vicine al giocatore e alla società.
Per questa ragione ci troviamo in dovere di rispondere per evitare fraintendimenti soprattutto nei confronti dei giocatori che hanno sempre goduto del nostro massimo supporto e affetto.
I tifosi hanno opinioni personali che possono esprimere liberamente e che non sempre sono la posizione comune della Brigata Bundi. Noi a differenza di qualcuno che costantemente cerca di reprimere le voci di dissenso e di critica sulla gestione della società e squadra, (vd. Profilo Facebook Steven Bylake, Stephanie DuLac) lasciamo piena libertà di espressione ai nostri membri, anche se alle volte il pensiero comune è l’opposto. Crediamo che la forma più grande di libertà sia quella di pensiero e di parola. Non censureremo mai alcuna posizione, piuttosto spiegheremo le nostre ragioni nei confronti delle critiche che dovremo affrontare.
Alla luce di questa precisazione la posizione comune della Brigata Bundi nei confronti della fascia di capitano passata da Brusa a Maniero non cambia: noi non ce l’abbiamo con il giocatore Giorgio Maniero per aver sostituito Matteo Brusa, siamo legati a entrambi da un sentimento di stima e rispetto. Noi chiediamo alla società di dare le spiegazioni che tutto il pubblico dell’Azzurra Hockey Novara si merita.
Noi continueremo a tifare come abbiamo sempre fatto ogni singolo giocatore, sia che sia il capitano sia che non lo sia. Crediamo che sia il caso di non cadere nelle provocazioni di chi Vi intervista e della società per metterVi contro di noi. Non cerchiamo lo scontro coi giocatori. Le critiche sono per chi ha preso la
decisione del cambiamento di fascia senza adeguatamente comunicarlo.
Siamo invece basiti di leggere commenti denigratori e offensivi da chi, pur facendo parte della società, ma non avendo mai messo i pattini nella sua vita si sente in diritto di dire “che nulla sanno” o che “sono tutti pronti a mangiare non a costruire” a persone che hanno calcato le piste da hockey per anni e che hanno assistito alle partite più memorabili della storia di questo sport. Se questa è la risposta della società alle richieste di una tifoseria che ha chiesto un incontro chiarificatore con il presidente, per prestare il proprio aiuto a una organizzazione che sta annaspando sportivamente e anche sul piano della comunicazione, ne prendiamo atto.
Noi sappiamo molto bene quale sia lo sforzo del presidente nel mantenere una squadra in A1 e ribadiamo che non sono le contestazioni che ci allontanano dalla dirigenza, ma è chiaro che è la dirigenza che non sa reggere le critiche, reagendo senza quell’umiltà di ammettere che gli errori si fanno, chiudendosi nell’autoreferenzialità e reagendo in maniera scomposta alle legittime critiche di chi forse un po’ l’Hockey lo conosce.
Al Presidente Roberto Scacchetti diciamo che siamo sempre per il confronto e per trovare un modo di aiutare, perché siamo consapevoli che nonostante le difficoltà incontrate fino ad ora, la sua passione e il suo impegno sono genuini. Attenzione a chi dice che qualcuno vuole mangiare, che probabilmente è chi lo sta già facendo.
Ad maiora

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