top of page
Editoriale Brigata

L'Editoriale della Brigata

25/06/26

La riconferma di Mimmo Illuzzi all’azzurra Hockey Novara avvenuta un paio di settimane fa è sicuramente un fattore positivo vista la sua caratura tecnica ed esperienziale e non v’è dubbio che dal girone di ritorno, quando è entrato finalmente in forma, le cose hanno incominciato a girare un po’ diversamente.
Ma una doverosa riflessione sulla passata stagione, ora che il campionato è definitivamente finito con l’ennesima vittoria del Trissino, è doverosa farla dal punto di vista della Brigata Bundi.
Innanzitutto proprio la nascita della nostra Brigata è uno dei punti di svolta che ha contribuito alla seconda salvezza dell’Hockey Novarese in A1 e quindi alla partecipazione del terzo campionato di fila per la società Azzurra Hockey Novara.
Nella storia dell’Hockey a rotelle Novarese è la prima tifoseria novarese specifica per questo sport perché anche la stessa mitica, gloriosa e imponente Legione Ultras si divideva tra calcio e hockey.
Abbiamo “colorato” le partite casalinghe in completo autofinanziamento riunendo tante generazioni di tifosi, seppur ancora lontani come numero dai tempi d’oro della curva.
Ci siamo dati un nome significativo non solo per Novara ma anche per l’hockey italiano e mondiale: Brigata Bundi Novara, il grande Stefano Dal Lago a cui è intitolato il nostro Palazzetto, scomparso prematuramente in pista, di fronte alla nostra curva, a soli 24 anni dopo la conquista da parte dell’Italia del secondo mondiale consecutivo degli anni 80.
Abbiamo onorato anche un altro simbolo della rinascita dell’Hockey Novarese sempre degli anni 80: il nostro Pier Carlo Ferrari autore del gol scudetto a Bassano nel 1985 anno del triplete. Un nostro striscione in suo ricordo capeggia sulle balaustre della curva a lui meritatamente dedicata.
In ogni partita casalinga in cui li abbiamo incontrati, in veste di allenatori di altre squadre o di dirigenti della Nazionale, abbiamo voluto onorare TUTTI i campioni del passato che hanno reso grande il nome dell’Hockey Novara portandolo al centro dell’hockey Nazionale, Europeo e tramite la Nazionale nel Mondo.
Ci è sembrato giusto continuare a ringraziarli per tutto quanto hanno fatto per l’hockey su pista novarese: il grandissimo Massimo Mariotti, il Kaiser Roberto Crudeli, il Capitano Tommaso Colamaria. Campionissimi che sono sicuramente stati tra gli attori principali del grandissimo palmares dell’Hockey Novara, palmares che veleggia ancora nel palazzetto con un imponente striscione a ricordare chi è stato e chi è l’Hockey a Novara. Ci manca ancora di salutare e rendere onore a Pino Marzella, il Maradona dell’Hockey Italiano, ma prima o poi capiterà anche lui a Novara e lo saluteremo come merita.
Tutto questo per dire che la Novara hockeistica non dimentica e non dimenticherà mai i suoi campioni che l’hanno fatta grande.
Il nostro gruppo riunisce varie generazioni, da quelli che hanno vissuto le grandi epoche dagli anni 80 in avanti, ai loro figli e nipoti. È un viaggio nel tempo tra i ricordi del passato e la realtà quotidiana decisamente scarsa di momenti di gioie importanti e virtuose.
Ma ritorniamo all’inizio e cioè alla conferma di Mimmo Illuzzi. L’uomo e giocatore che più fra tutti i giocatori, ha avuto le critiche della nostra brigata per un girone di andata decisamente lontano dai suoi standard qualitativi che il suo nome e la sua storia porta dietro. Ma ha saputo reagire da campione diventando l’idolo numero uno della nostra brigata, e trascinandosi dietro tutta la squadra nel raggiungere la salvezza all’ultima giornata e portando poi la stessa, inaspettatamente, ai play off.
Direi quindi una stagione di luci (non tantissime) e ombre (decisamente un po’ di più), ma che si è conclusa positivamente seppur con troppi patemi d’animo e col rischio che si ripetesse la stagione precedente con la salvezza ai play off.
Le ombre si sono presentate non solo nei risultati ma anche nella composizione del roster iniziale e nella gestione di alcuni giocatori. Dal non aver completato un rosa iniziale con l'ottavo uomo di movimento, da una gestione a nostro avviso disastrosa del Capitano Brusa , poi ex capitano, che lo ha portato anche ad essere utilizzato pochissimo e quindi lasciando la squadra di fatto con due cambi in meno per buona parte del disastroso girone di andata. Ombre che abbiamo legittimamente e “abominevolmente” criticato anche duramente per provare a dare una scossa all’ambiente. Ecco siamo altrettanto sicuri che il risultato finale diverso e maggiormente positivo rispetto alla stagione in cui l’azzurra si è salvata ai play off, per un pezzo sia stato anche merito di questo scossone “abominevole” che abbiamo voluto dare e che sappiamo che non sia stato gradito sicuramente dalla società e anche dall’allenatore. Altrettanto pensiamo però che sia più intelligente, da parte di chi riceve le critiche , cercare di capire e dialogare nel merito su cosa non va, anziché rinchiudersi e dire che è solo sfortuna.
Ma altrettanto non è MAI - e ripeto MAI - mancato il sostegno da parte nostra alla squadra, cercando di coinvolgere il pubblico del palazzetto (forza novaresi, ritornate a tifare anche l’hockey) nei cori che son tornati a rimbombare dalla curva. Le standing ovation dalla nostra curva alla squadra nei minuti finali delle ultime partite, sono state il degno finale di un cammino che abbiamo intrapreso da gennaio 2026.
Abbiamo “COLORATO” gli spalti coi nostri coriandoli, una cosa bella che ha gradito tutto il pubblico ed i bambini presenti in curva, no petardi, no fumogeni, ma uno strumento che appunto ha colorato di gioia le partite della squadra novarese.
È indubbio però che il possibile grande ritorno del pubblico dipende in primis da come va la squadra, dai suoi risultati e come la stessa società debba decidere se vuole far ritornare grande l’hockey a Novara o rimanere a galleggiare rischiandone la permanenza in A1, pur sapendo che i tempi “economici” non sono quelli di una volta. Ma non si capisce però perché città decisamente più piccole della nostra (Trissino, Bassano, Lodi, Viareggio) siano ancora all'apice dell’hockey italiano e attraggono investitori importanti, mentre a Novara, la seconda città del Piemonte con più di 100.000 mila abitanti, si fa fatica a rilanciare ai più alti livelli l’hockey con il suo ricco palmares.
Altrettanto l’amministrazione Comunale dovrebbe provare a “investire” sul palazzetto Dal Lago. Avrebbe bisogno di un restyling adatto ai tempi attuali, che lo renda vivibile non solo durante le partite o agli allenamenti, ma aperta a ulteriori servizi alla cittadinanza, stile stadi moderni. Rilanciamo all’amministrazione anche la proposta che il palazzetto recuperi spazi per il “museo dell’Hockey Novarese” in cui mostrare i trofei dell’hockey Novara, le magliette e le foto dei grandi momenti e dei grandissimi campioni che hanno portato l’Hockey Novara nell’olimpo dello sport Italiano.
La Brigata Bundi vuole farsi promotrice e parte attiva di costruzione di questa iniziativa e proverà a sollecitare l’amministrazione comunale affinché si possa realizzare questo sogno. Novara città e la Novara Hockeistica se lo merita.
Avanti tutta

bottom of page